Leonardo Mattioli,
grafico fiorentino, è senza dubbio uno dei migliori illustratori che
l’Italia abbia mai avuto.
Negli anni 50, anni in cui
l’illustrazione era formale e si basava su una realtà edulcorata
alla
Walt Dysney,
Mattioli ed altri illustratori italiani come
Munari, puntano alla didattica ed ai contenuti collegati ad una conoscenza
della nostra storia dell’arte.
I
l “Pinocchio” edito
dalla
Vallecchi di Firenze, nel 1954, è una pietra miliare in tal senso. Questa
opera ebbe uno scarso successo editoriale tuttavia nel tempo è stata
rivalutata ed è considerata introvabile.
Amico di
JohnAlcorne,
Mattioli è stato anche Art director per la
Sansoni e per
LeMonnier e Marzocco.
Lavora molto anche per la Regione Toscana per cui realizza
numerosi manifesti.
E’ stato una delle colonne
portanti della didattica dell’allora
Istitutod’Arte di Porta Romana,
ruolo che ha ricoperto con successo per oltre 20 anni.
Il Pinocchio di Mattioli
si caratterizza per le linee sintetiche, per le
particolari tonalità cromatiche, calde o fredde a seconda del
contesto. I paesaggi toscani sono richiamati da elementi
paesaggistici tipici in cui pinocchio è richiamato come una semplice
siluette, quasi come spettatore.
La tempera è stesa a campiture e
le sfumature sono ottenute strusciando le dita sul colore ancora
fresco.
Mattioli usa
la tecnica della tempera come pochi altri in maniera molto personale.