mercoledì 6 marzo 2019

ROBERTO INNOCENTI, Il virtuoso dell'acquerello.


Roberto Innocenti è attualmente l’ illustratore italiano più conosciuto all’estero, la sua versione di Pinocchio è stata la versione del burattino più venduta in assoluto.
Approdato tardi all’illustrazione e conscio del fatto che in Italia per i disegnatori non vi è futuro, acquisisce grossa fama lavorando per case editrici americane, tra le sue opere ricordiamo la “Rosa bianca”, “Pinocchio”,” il soldatino di Piombo” che lo porterà a ricevere il premio Andersen per l’illustrazione.
I suoi personaggi sono inseriti in contesti “toscani” altamente realistici ottenuti con un sapiente uso dell’acquerello. La sua tecnica “lenta”, a velature, gli permette di curare ogni singolo dettaglio.
Roberto Innocenti, "La casa ai con fini del Tempo".

Roberto Innocenti, "Il soldatino di Piombo".

Roberto Innocenti, "Pinocchio".

Roberto Innocenti, "Oliwer Twist".




LEO MATTIOLI, Il talento di Porta Romana.


Leonardo Mattioli, grafico fiorentino, è senza dubbio uno dei migliori illustratori che l’Italia abbia mai avuto.
Negli anni 50, anni in cui l’illustrazione era formale e si basava su una realtà edulcorata alla Walt Dysney, Mattioli ed altri illustratori italiani come Munari, puntano alla didattica ed ai contenuti collegati ad una conoscenza della nostra storia dell’arte.
Il “Pinocchio” edito dalla Vallecchi di Firenze, nel 1954, è una pietra miliare in tal senso. Questa opera ebbe uno scarso successo editoriale tuttavia nel tempo è stata rivalutata ed è considerata introvabile.
Amico di JohnAlcorne, Mattioli è stato anche Art director per la Sansoni e per LeMonnier e Marzocco. Lavora molto anche per la Regione Toscana per cui realizza numerosi manifesti.
E’ stato una delle colonne portanti della didattica dell’allora Istitutod’Arte di Porta Romana, ruolo che ha ricoperto con successo per oltre 20 anni.
Il Pinocchio di Mattioli si caratterizza per le linee sintetiche, per le particolari tonalità cromatiche, calde o fredde a seconda del contesto. I paesaggi toscani sono richiamati da elementi paesaggistici tipici in cui pinocchio è richiamato come una semplice siluette, quasi come spettatore.
La tempera è stesa a campiture e le sfumature sono ottenute strusciando le dita sul colore ancora fresco.
Mattioli usa la tecnica della tempera come pochi altri in maniera molto personale.




Le Illustrazioni di Mattioli per il Pinocchio edito da Vallecchi Editore.











Andrea Pazienza, il mago del pantone.


Andrea Pazienza, manifesto per "La città delle donne".

Andrea Pazienza nasce a San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno nel 1956. Frequenta il Liceo Artistico di Pescara insieme a Tanino Liberatore (autore di Ranxerox e costumista di Asterix e Cleopatra) e nel 1974 si iscrive al DAMS di Bologna dove vive appieno gli anni della contestazione giovanile del 1977.

Andrea Pazienza, copertina album "Passpartù" per la PFM.


A questi eventi saranno legate le “Straordinarie avventure di Pentothal”. Nella città di Bologna viene a contatto con numerosi artisti e scrittori, MassimoMattioli, Filippo Scozzari, Freak Antoni, Stefano Tamburini ecc.
Con loro fonda le maggiori riviste di satira politica degli anni 80’, Il Male, Cannibale , Frigidaire che gli danno notorietà nazionale.
Importanti sono anche le sue collaborazioni grafiche, le copertine per i cd della PFM, di Roberto Vecchioni ed Enzo Avitabile. I lavori dei manifesti Rai con Mollica e con Fellini (La città delle donne). Le copertine per Tango e Linus e numerosi settimanali italiani.


Andrea Pazienza, copertina dell' album "SOS Brothers" di Enzo Avitabile.

Dotato di un segno molto particolare e caratteristico, Pazienza si faceva notare da un punto di vista tecnico per l’utilizzo dei pennarelli. Poteva utilizzare qualsiasi tecnica con maestria, ma citando Mollica si può tranquillamente dire che i pantoni stavano a Pazienza come l’affresco stava a Michelangelo, erano insomma lo strumento tecnico con cui poteva rendere al meglio la sua arte.
Nei suoi disegni riesce a rendere infiniti piani e tonalità grazie ad un abile gioco di sovrapposizioni, zittendo i critici che consideravano i pennarelli come uno strumento per “bambini”.
Purtroppo la vita dissoluta ha fatto si che si spegnesse all’età di 32 anni per overdose di eroina ma la sua arte e i suoi personaggi come Zanardi, continuano a vivere ancora oggi.


Andrea Pazienza, copertina per Roberto Vecchioni, "Robinson".